La Cooperativa agricola Capa Cologna punta ad informare i propri amministratori nel settore che rappresentano. In quest’ottica si è tenuto un incontro con il professore Angelo Frascarelli, docente all’Università di Perugia, con il quale il Cda della Cooperativa del basso ferrarese, leader nel settore cerealicolo, ha potuto confrontarsi sui temi del mondo agricolo.

Il professore ha potuto visitare gli impianti della cooperativa con sede a Cologna, in un’area di 90.000 mq e dotata di 4 avanzati impianti di essiccazione, in grado di lavorare oltre 4.800 tonnellate di cereali al giorno.  All’incontro oltre ai consiglieri erano presenti il Presidente Alberto Stefanati, il vice Massimo Michelini, il Direttore di Capa Cologna Marco Bovi, il Direttore di OP Grandi Colture Diego Scudellari e Guido Zani amministratore di Ciaad srl.

«Il mondo delle cooperative è ancora una forma di impresa valida nel nostro Paese – ha ribadito Frascarelli –,  a patto che gli amministratori siano persone competenti. La solida realtà di Capa Cologna mi ha dimostrato come la vicinanza alla propria base sociale sia il punto di partenza per la crescita della cooperativa, che è il prolungamento della produzione agricola. Parlare con le aziende ed avere un rapporto di comunicazione con i propri soci permette di capire come vive un agricoltore oggi e dargli il giusto supporto per affrontare le difficoltà del mondo agricolo».

Proprio su queste difficoltà si è soffermato il Professore ed il Cda.  «Il mondo politico è spesso lontano dai problemi dell’agricoltura e degli agricoltori e la mancanza di programmazione non permette al nostro settore la giusta crescita. – ha confermato Stefanati – Si parla troppo dell’agricoltura che verrà e nel frattempo si perdono i pezzi della nostra storia agricola. Servono misure immediate per salvare il reddito degli agricoltori, visti i competitors esteri, che non sempre giocano con le nostre regole e con i quali oggi ci dobbiamo confrontare. Puntare sulla qualità ritengo sia l’unica ancora di salvezza per le nostre aziende, alle quali bisogna dare respiro e la politica deve supportare la competitività degli agricoltori italiani. Noi abbiamo scelto di autogestirci e uscire dalle logiche politiche, in quanto la mission primaria non è quella di creare schieramenti ma di lavorare per gli agricoltori e di mettere al centro la figura dell’agricoltura come “uomo”. Ritengo che Capa Cologna sia uno dei pochi posti dove l’agricoltore “comanda” ed è al centro, visto che il capitale umano è la nostra risorsa primaria.  Crediamo che valorizzare il Made in Italy, l’occupazione e l’innovazione siano i cardini su cui proseguire. Produciamo risultati per gli oltre 1200 soci che la nostra Cooperativa rappresenta e anche per questo abbiamo da sempre puntato su tecnologie avanzate, investendo ad esempio su macchinari che ci permettano di fronteggiare i problemi come le micotossine nei cereali».

Frascarelli ha concluso: «sono rimasto colpito da Capa Cologna, una realtà sociale ed imprenditoriale rara in Italia. Un Cda autonomo dai condizionamenti politici e sindacali è sicuramente un valore aggiunto che punta al bene dell’agricoltura. Il mio consiglio comunque è quello della collaborazione su più fronti, tra agricoltori, industriali e politici, questo permetterebbe la giusta competitività del settore. I prossimi anni saranno ancor più difficili anche sul fronte della Pac, che vedrà ulteriori riduzioni; si punterà sempre più al greening e alle certificazioni sulla qualità, per questo è giusto anche creare alleanze pur mantenendo i rapporti umani con la propria base sociale che viene prima di tutto».