Capa Cologna ha organizzato un appuntamento formativo legato all’innovativo tema dell’agricoltura di precisione. L’azienda agricola Agape di Gino Ghirardello, a Roncodigà – Migliarino (Fe), ha messo a disposizione il proprio campo coltivato a mais, per mostrare i sistemi innovativi legati alla mappatura del terreno e all’irrigazione a goccia.

Capa Cologna, in collaborazione con alcune ditte specializzate ha organizzato questo focus tecnico. Toro Ag. e Specialplast hanno mostrato l’impianto irriguo nel campo, mentre il sistema di mappatura e controllo nutrizionale è stato presentato da Agq Labs. In conclusione la ditta Haifa ha parlato di fertirrigazione. Sono state illustrate le varietà del mais con Dekalb e offerta una panoramica tecnica anche da OP Grandi Colture.

<<Sono 3 anni che adotto questo sistema legato all’agricoltura di precisione – ha spiegato Ghirardello –. Utilizzo una manichetta a labirinto con portata di 2.8 litri per metro lineare e ho diviso l’appezzamento in 4 settori da 4 ettari. Ho svolto un massimo di 15 ore di irrigazione per settore ogni 5/6 giorni a seconda del periodo, ma ho irrigato meno del 2016>>. L’irrigazione a goccia permette di stabilizzare la resa produttiva, aumentandone qualità e quantità con il minore impatto ambientale possibile garantendo un profitto dell’azienda agricola.

La ditta Toro ha spiegato i principali vantaggi dell’irrigazione a goccia, che vanno dall’efficienza all’impatto ambientale e flessibilità. L’acqua viene distribuita alle piante riducendo al minimo le perdite per evaporazione. Si ottiene quindi un risparmio idrico, energetico e con una ottimale uniformità di irrigazione. La fertirrigazione permette il pieno rispetto dei programmi di concimazione senza necessità di riprogrammare gli interventi in caso di meteo avverso.

<<La mappatura ci da un’informazione di base e ci rende possibile una localizzazione della concimazione seguendo una georeferenziazione personalizzata – hanno aggiunto i tecnici AGQ –. Con questo sistema possiamo riportare la disponibilità di elementi fertilizzanti e la quantità di acqua richiesti dalla coltura. Associando foto satellitari e analisi fogliari possiamo capire lo stato della pianta e quali siano gli elementi in eccesso o in carenza. Nel ferrarese stiamo lavorando sia su colture estensive che intensive come orticole e frutticole. Dai primi dati abbiamo riscontrato come sul campo dove vi è stato un apporto più alto di urea, la pianta aveva valori di azoto molto più alti mentre potassio e salinità erano inferiori. Spesso si tende all’eccesso per assicurarsi di dare nutrimento, ma questo è sbagliato in quanto si perde economicamente e si danneggia la pianta. Disponendo di dati possiamo apportare o ridurre il bisogno di concimazioni e irrigazioni Questa spesa porta un servizio che resta all’azienda per 6/7 anni >>.

Stefano Manfrin di Dekalb ha poi dato una panoramica delle varietà.

<<È finito il tempo in cui possiamo arare e concimare in modo uguale in tutto il campo, ma anzi dobbiamo cercare di andare a sezionare i nostri appezzamenti. Impostando durante l’inverno le strategie per la produzione, seminando in modo adeguato con un numero giusto di semi. Lo stesso vale per la concimazione in modo da ottenere sempre la massima produzione. L’agricoltura di precisione a Ferrara è presente, i dati produttivi di chi la adotta da anni sono molto più alti di altre aziende. Il terreno però va sistemato dal punto di vista idraulico, va creato un equilibrio agronomico prima di partire con queste procedure>>.

Riguardo alle varietà Dekalb.

<<Il Dkc 5830 è l’ibrido più seminato a Ferrara. La caratteristica genetica della pianta è bassa e chiude le foglie in maggio, non per stress ma per diminuire la traspirazione di CO2. È adattabile e di buon vigore in partenza. Lo stesso vale per il Dkc 6815, capostipite degli ibridi ad alta produzione ed adattabile a qualsiasi investimento>>.

Haifa ha aggiunto: <<Capa Cologna utilizza già da tempo la nostra linea di prodotti per fertirrigazione. E’ importante avere cura anche della pulizia degli impianti. In particolare si consiglia l’utilizzo dell’acido ortofosforico all’85% di concentrazione, che è un concime con 61 unità di P2O5 per abbassare il Ph e per l’addolcimento delle acque. Per togliere incrostazioni di calcare e di alghe si può usare il Multiox>>.

Sono stati utilizzati anche i dati di Irrinet anche se ha margini di affinamento. Diego Scudellari di Op Grandi Colture ha dato una panoramica più precisa. <<Come Op siamo stati inseriti all’interno del PSR per un progetto di aggiornamento di Irrinet. Il prossimo anno infatti il Canale Emiliano Romagnolo (CER) ha chiesto di individuare alcune aziende del ferrarese perché vuole tarare Irrinet per la fertirrigazione del mais. Irrinet offre volumi e tempi che non sempre sono precisi, per questo è stato richiesto un supporto per migliorare il programma di irrigazione>>.

L’Op che vende il prodotto attraverso CIAAD conferma l’interesse per le sperimentazioni. <<L’agricoltura di precisione applicata al granturco è importante. Nel 2016 abbiamo commercializzato circa 170 mila tonnellate di granturco, che incide sul quantitativo totale per circa il 42%. Questo conferma come abbia un ruolo importante sull’economia del territorio e delle aziende agricole. Negli anni c’è stata però una forte contrazione di quello che si conferisce alle cooperative di riferimento. Capa Cologna nel 2016 ha raccolto circa 66 mila tonnellate di mais mentre nel 2011 le tonnellate erano 94 mila. Una contrazione di più del 30%. Il mais non è più redditizio visti i costi di produzione e i prezzi riconosciuti. Questo calo delle superfici è un andamento nazionale. Lo scorso anno per la prima volta in Italia si è dovuto importare quasi il 40% del mais legato al fabbisogno, il prodotto italiano infatti entra in competizione con quello estero. Altro problema è legato alla contaminazione delle micotossine, per cui il mais oggi è considerato come un malato grave. Queste sperimentazioni potrebbero consentirci un recupero delle produzioni e permetterci la redditività persa in questi anni. Con un leggero aumento dei costi di produzione si può migliorare la nostra produttività. Nel giro di 10 anni, se non lavoriamo in maniera efficiente smetteremo di fare mais. Ben vengano approcci integrati e meno empirici basati su parametri effettivi e sostenibili dal punto di vista ambientale>>.

Mattia Menegatti uno dei tecnici di Capa Cologna conferma come questi incontri siano formativi e permettano di toccare con mano le sperimentazioni, rimanendo al passo con i tempi e ottimizzando le produzioni. Ad esempio alcune ditte stanno eseguendo studi per prodotti biodegradabili anche per quanto riguarda la manichetta, che già ora viene smaltita gratuitamente.

<<Solo 3-4 anni fa approcci del genere sembravano legati solo a realtà di una certa consistenza. Oggi si comincia a mettere in campo esperienze non solo sulle grandi aziende ma anche nelle medie dimensioni. Questi approcci sono da considerarsi necessari per l’evoluzione tecnologica ma soprattutto perché i margini sono sempre più contenuti, per cui la ricerca di sistemi per produrre il massimo contenendo i costi con un occhio alla sostenibilità ambientale è all’ordine del giorno>>.